mercoledì 30 dicembre 2009

StructureSynth, 3D generative structure

StructureSynth e' un programma cross-flatform che genera strutture ricorsive tridimensionali seguendo una grammatica di progettazione.
L'approccio grammaticale di progettazione è una versione modificata della sintassi CDFG originariamente ideata da Chris Coyne in un'implementazione 2D (Context Free Art).
Il risultato e' un linguaggio descrittivo chiamato EisenScript (ispirandosi al nome del regista russo Sergei Eisenstein).

StructureSynth offre un ambiente di sviluppo con tabs multiple, evidenziazione della sintassi e un preview OpenGL. L'integrazione con sistemi di rendering esterni (Sunflow,POV-Ray e Blender) e' resa possibile tramite template di esportazione.
StructureSynth e' sviluppato in C + +, utilizzando OpenGL, e Qt 4.5. Gli eseguibili sono attualmente disponibili per Windows e Mac.
Su Debian e Ubuntu, StructureSynth e' disponibile nei repo ufficiali tramite Synaptic o da terminale:
sudo apt-get install structure-synth

http://structuresynth.sourceforge.net/
http://www.flickr.com/photos/subblue/3087981816/
http://www.flickr.com/groups/structuresynth/pool/

sabato 26 dicembre 2009

Alchemy su Linux.

Alchemy appartiene ad una categoria molto particolare: l'arte generativa.
In pratica si presenta come una tela, un foglio di carta su cui si puo' intervenire solo attraverso determinate azioni e le funzionalita' che normalmente si trovano in altri software di disegno sono ridotte all'osso intenzionalmente. Non esistono funzioni di editing, selezione ed in sostanza tutto quello che viene creato non puo' essere modificato in maniera mirata.

Si puo' intervenire su linee e forme anche utilizzando la propria voce, o meglio per dire si puo' dar forma alla propria voce.
Andrew Jones Live Visuals

In questo video di David Revoy si possono apprezzare le potenzialita' del programma, e vedere il processo di trasformazione dal caos ad un'immagine coerente.

Digital painting time-lapse : Lezard from David REVOY on Vimeo.



La versione attualmente disponibile e' la alpha007.
http://al.chemy.org/downloads/Alchemy-007.tar.gz

venerdì 25 dicembre 2009

split & join, jhsplit: tutte le soluzioni per linux

Spesso capita di dividere un file di grosse dimensioni in piu' parti, per una piu' pratica gestione attraverso i vari servizi di file-hosting, o semplicemente per spedirlo via e-mail.
Ci sono vari modi per affrontare il problema, in primis si possono utilizzare i comandi split e cat da terminale; vediamo un esempio:

split -d -b 20m File_iniziale FileDiviso

Divide il File_iniziale in parti da 20Mb ciascuno; l'opzione -d serve a nominare i file in uscita seguendo una numerazione progressiva.
Se si vuole ottenere il file originario (avendo n parti), si puo' utilizzare un comando tipo:

cat file_Diviso* > File_Originale
o l'equivalente:
cat file_Diviso.001 file_Diviso.002 ...... > File_Originale

Inalternativa, se si proviene dall'ambiente Window, sicuramente si sentira' la mancanza di un'interfaccia grafica, ed in particolare di HjSplit (programma largamente utilizzato sotto Window) che e' disponibile anche per Linux in diverse forme:
- Si possono scaricare i sorgenti e la libreria Kylix e compilare il tutto.
- Utilizzare hjsplit nella sua versione Java ed avviarlo con un comando
java -jar hjsplit_g.jar
eventualmente associabile ad un launcher.



Tucan, download manager.


Tucan e' un download manager che supporta i maggiori siti di hosting-share (Rapidshare, MegaUpload, HotFile, ecc.) sia in modalita' free che in modalita' premium.

captcha Tuca, utilizza un sistema di riconoscimento dei caratteri (OCR), che gli permette di gestire automaticamente l'inserimento dei codici captcha (senza l'inserimento da parte dell'utente) ed e' in grado di gestire le attese introdotte tra un download ed un'altro (nelle modalita' free dei vari servizi di hosting).
Tucan e' sviluppato in Python, utilizzando le librerie GTK+ e risulta quindi estremamente leggero ed integrato con l'ambiente Gnome.
Il supporto puo' essere esteso a nuovi servizi di hosting tramite plugin esterni, e allo stesso modo possono essere resi disponibili aggiornamenti ai moduli preesistenti.

E' disponibile tramite i repo ufficiali utilizzando Synaptic oppure da terminale:
sudo apt-get install tucan (versione 0.3.8)
Sul sito ufficiale e' disponibile la versione 0.3.9

giovedì 24 dicembre 2009

7zip su Ubuntu, tutte le soluzioni

7-Zip e' un programma freeware, per la gestione di archivi compressi. Nato per i sistemi Windows, esiste sia in versione con interfaccia grafica (per linux Peazip) che in versione a riga di comando (p7zip ).
Si puo' installare direttamente da Synaptic o da riga di comando:

sudo apt-get install p7zip-full

Una volta installato, p7zip sara' completamente integrato a file-roller, quindi si potranno gestire gli archivi .7z, come qualsiasi altro archivio (.tar, .rar, zip, ecc.) tramite ambiente desktop.
Se utilizzato da riga di comando, questa e' la sintassi:






7z [Commands] [options][<@listfiles...>]

i comandi principali sono:
a: aggiunge un file all'archivio
e: estrae i file dall'archivio
(senza tener conto della gerarchia delle directory)
l: visualizza il contenuto dell'archivo
x: estrae i file dall'archivio con creando eventuali directory

Se invece provenite dall'ambiente Windows, e non potete fare a meno di un programma stand-alone, con interfaccia grafica, peazip fa al caso vostro.
La versione attuale (24-dic-2009) e' la 2.8.1, disponibile per window e precompilato per le maggiori distribuzioni Linux nei formati .deb, .rpm, .tgz, sia in versione GTK che in versione QT.

Se si vuole una maggior integrazione con il sistema, nella directory:
/usr/local/share/PeaZip/FreeDesktop_integration/nautilus-scripts
si possono trovare degli script per nautilus, per la gestione degli archivi .7z utilizzando i menu contestuali di Gnome o KDE.


http://peazip.sourceforge.net/

lunedì 21 dicembre 2009

pinball e pinedit su Ubuntu 9.10


Emilia pinball e' un flipper notevole; l'unico problema e' la scarsa disponibilita' di tavoli da gioco, infatti si hanno a disposizione solo due flipper tra cui scegliere, di cui uno incompleto.
L'interesse di questo progetto e' dato dalla presenza di un'editor, che permette di personalizzare e creare nuovi flipper, quindi che aspettate? e' un'ottimo incentivo per contribuire.

Installandolo da synaptic non si hanno problemi; il problema viene se vogliamo installare l'editor. L'editor non e' presente nei repositori e non esiste un file .deb, ma viene distribuito in formato .rpm.
La prima cosa che ho fatto e' stato provare a compilare i sorgenti, ma non ci sono riuscito perche' in fase di compilazione richiede la presenza dell'ultima versione (0.31) di pinball, e seppur presente ne riclama l'installazione (sara' sicuramente un problema di dichiarazione dei percorsi).
Sono cosi' passato alla conversione dei file .rpm utilizzando alien:
pinball-0.31-1rh90.i386.rpm
pinedit-0.31-1rh90.i386.rpm

per quanto riguarda Pinball, installando il file .deb generato ed eseguendolo da terminale si ottiene un errorre del tipo:
libstdc++.so.5: cannot open shared object file: No such file or directory nei repo ufficiali sono presenti solo le versioni successive (libstdc++.so.6) non retrocompatibili, quindi si puo' scaricare ed installare dal seguente link:
http://ftp.de.debian.org/debian/pool/main/g/gcc-3.3/libstdc++5_3.3.6-18_i386.deb

E' la volta di pineditor.

pinedit: error while loading shared libraries: libqt-mt.so.3: cannot open shared object file: No such file or directory Basta installare il pacchetto mancante:
sudo apt-get install libqt3-mt
e uala', pinedit e' funzionante anche su Ubuntu 9.10.

domenica 20 dicembre 2009

Convertire da un formato a un'altro: .rpm, .deb, .tgz

Alien e' un programma che permette di convertire i formati dei pacchetti da una distribuzione ad un'altra. I formati supportati sono .rpm, .deb. stampede .slp e slackware .tgz.
Nel caso in cui un determinato programma, sia compilato per una distribuzione diversa dalla nostra, e ci si presentano problemi di compilazione, possiamo provare ad usare Alien che e' presente nei repositori ufficiali di Ubuntu (e delle piu' diffuse distribuzioni), quindi accessibile tramite Synaptic o con un classico comando:

apt-get update
sudo apt-get install alien

L'uso di Alien non va abusato; l'installazione di pacchetti inerenti la gestione del sistema vanno convertiti con cautela e possono avere come conseguenza la generazione di errori e instabilita' del sistema in quanto tra le varie distribuzione ci possono essere differenze strutturali sostanziali.

Detto questo la sintassi del comando e' la seguente:
sudo alien [opzioni] nome_file

-d genera un pacchetto in formato .deb
-r genera un pacchetto in formato .rpm
-t genera un pacchetto in formato .tgz
-i Installa il pacchetto appena generato e cancella il file.

esempi:
sudo alien -d nome_pacchetto.rpm
converte il pacchetto .rpm in formato .deb
sudo alien -r nome_pacchetto.deb
converte il pacchetto .deb in formato .rpm
sudo alien -i nome_pacchetto.rpm
converte il pacchetto .rpm in formato .deb (l'opzione -d e' d default) e lo installa.




giovedì 17 dicembre 2009

Processing, linguaggio multimediale su Ubuntu

"Processing è un linguaggio di programmazione basato su Java ed e' orientato allo sviluppo di applicazioni multimediali. Basandosi su Java ne eredita completamente la sintassi, i comandi e il paradigma di programmazione orientata agli oggetti, in più mette a disposizione numerose funzioni ad alto livello per gestire facilmente l'aspetto grafico e multimediale. É distribuito sotto licenza Open Source ed è supportato dai sistemi operativi GNU/Linux, Mac OS X e Windows.
Il pacchetto, scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale mette a disposizione un ambiente di sviluppo integrato (IDE), e le varie creazioni (chiamate sketch) vengono organizzate in uno sketchbook. Ogni sketch contiene in genere, oltre alle classi che lo compongono, una cartella Data in cui viene inserito il materiale multimediale utile all'applicazione, ad esempio immagini, font e file audio. Ogni applicazione creata può inoltre essere esportata come Java applet."

Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Processing 1.08, puo' essere installato su Linux (in questo caso Ubuntu) molto semplicemente.
Non richiede installazione, una volta scompattato il file .tgz, basta far partire Processing da terminale. Sul sito e' presente una dettagliata documentazione e svariati tutorial, per prendere subito confidenza con il mezzo.

martedì 15 dicembre 2009

Karaoke Lyrics Editor

Karaoke Lyrics Editor

E' un programma che permette di editare e sincronizzare i testi delle canzoni in vari formati. Diversamente dalle lyrics (testi delle canzoni) disponibili ovunque, le lyric supportate da un player karaoke hanno bisogno di alcuni marcatori temporali che indicano quando far apparire una specifica linea di testo. Ultrastar, oltre a queste informazioni, richiede anche l'altezza della nota che sta per essere suonata, in modo che il giocatore si adegui di conseguenza.
KarLyricEditor permette di editare le lyric secondo le seguenti caratteristiche:

Supporta molti formati (inclusi MP3, OGG) ed e' indipendente dal player esterno.
Help interno e dettagliati tutorial online
supporta i formati LRC(1 e 2), UltraStar
importazione ed esportazione delle Lyrics.
text editing con undo illimitati.
aggiunta e rimozione dei marcatori temporali in real-time.
Preview window
Piano roll per editare le note (in foramto UltraStar)

Il programma e' simile a LrcShow-X, con in piu' il supporto al formato UltraStar, ed un target diverso, perche' e' in grado di eseguire i brani senza appoggiarsi ad un player esterno.

Gli unici binari precompilati sono per OpenSuSE 11.2.
Le tarball sono disponibli su SourceForge:
http://sourceforge.net/projects/karlyriceditor/files/
L'applicazione e' sviluppata utilizzando il toolkit di sviluppo Qt; quindi se devono installare i Qt development package:
qt-devel
qt4-devel
qt4.5-devel
qt-dev
Se si riceve un errore riguardante i Phonon headers, significa che le versioni delle libreria Qt correntemente installate sono inferiori alla 4.5.
Per compilare:
qmake
make
sudo make install

domenica 13 dicembre 2009

Stunt Car Racer


Stunt Car Racer è un videogioco di guida del 1989, sviluppato da Geoff Crammond per la Micropose. Eh si! sono passati 20 anni da quando ci giocavo! L'altro giorno mi era venuta un po di nostalgia e ho pensato che forse, fosse disponibile qualche remake;

Se si vuole provare l'originale, lo si puo' fare tramite UAE, impostando l'emulazione di un 68020 con coprocessore alla massima velocita', dato che sull'amiga originale (68000) non era il massimo della velocita'.
Ci sono due progetti sulla falsariga di Stunt Car Racer, entrambi disponibili per Linux:

http://sourceforge.net/projects/ultimatestunts/
http://stuntcarracer.sourceforge.net/

Altirmenti si puo' provare Trackmania, che e' disponibile per window (quindi per giocarci si deve usare Wine), in forma totalmente gratuita.

Esiste anche un clone OpenSource di Trackmania, chiamato Mania Drive, arrivato alla versione 1.2.

venerdì 11 dicembre 2009

Personalizzare i tasti Blender 2.50

Nelle versioni precedenti il cambio delle viste 3D, era imputato al tastierino numerico, ed io che ho un portatile....... Fortunatamente nella versione 2.50 i tasti sono completamente configurabili.
Per modificare i tasti associati ad una qualsiasi voce dei menu, la procedura e' semplicissima:
Premendo il tasto destro del mouse su di una qualsiasi voce dei menu, viene evidenziata la funzione in azzuro, con la dicitura "Press a key".
A questo punto si preme la combinazione di tasti da assegnare ed il gioco e' fatto.
Nell'esempio qui di fianco ho assegnato i primi 4 tasti numerici combinati con il tasto Ctrl (per scegliere la vista corrente (right,front,top,camera), che prima potevano essere selezionati soltanto da menu od utilizzando il tastierino numerico.
Ma non solo le funzioni accessibili da menu sono personalizzabili.






Accedendo al pannello "User Preferences", si possono modificare molti dei comporamenti assegnati di default (come la selezione tramite il tasto destro)









e premendo sul pulsante Edit, si attivera' la modalita' di personalizzazione delle funzioni attribuite alle combinazioni di tasti, siano esse delle funzioni gia' esistenti (fare riferimento alla documentazione delle API Python di Blender) o delle funzioni personalizzate (script).
In conclusione, questo e' solo uno spunto alle possibilta' di personalizzazione dell'interfaccia (che ricordo ottenera' la piena maturita' solo nella versione alpha1), ma comunque gia' un bel passo avanti.

mercoledì 9 dicembre 2009

Blender 2.50 alpha0


C'era una volta Blender, re del software 3d in ambito OpenSource, un software molto valido, ma con un'interfaccia che scoraggiava i nuovi utenti. Parlo al passato, perche' dopo tanto tempo, esce la versione 2.50 di Blender che crea tante aspettative proprio per una riprogettazione dell'interfaccia utente, oltre ovviamente a tante altre novita'.

Se lo si vuole provare (tenendo conto che e' una versione alpha0, quindi eventuali bug o crash di sistema sono da mettere in conto), lo si puo' scaricare da sul sito ufficiale:
http://www.blender.org/download/get-25-alpha/

Una volta scompattato, non richiede installazione, quindi non crea conflitti con una versione preesistente.
Se si e' gia' esperti con le versioni fino alla 2.49b, si notera' che molte cose sono state cambiate e riorganizzate; su questo sito:
http://www.blenderguru.com/whered-that-button-go/
si puo' avere una panoramica delle modifiche delle piu' basilari funzioni.
Dulcis in fundo l'interfaccia e' completamente configurabile. Ora si possono aggiungere e togliere pulsanti in modo analogo a Lightwave. :)

Flash su linux

La tecnologia di Adobe padroneggia sul web, e il suo formato chiuso si e' conquistato una larga cerchia di web-designer. Una delle grosse lacune dei sistemi Linux e' la mancanza di strumenti WYSIWYG, semplici da utilizzare da parte di chiunque per la creazione di progetti basati su tecnologia Flash. Ok, tutto si puo' fare tramite Flex in versione Linux, ma questo implica comunque la mancanza di uno strumento integrato per la creazione di grafica e codice.
C'e' a dire il vero un progetto chiamato F4L (Flash for Linux), ma sembra abbandonato da un bel pezzo.

OpenDialect 0.60 e' un progetto giovane, basato su mono (questo fara' storcere il naso a molti utenti) e GTK. Su Ubuntu 9.10 basta assicurarsi che sia installato Mono.
Sul mio sistema ricevevo comunque un messaggio di errore:

** (/home/lomdav/Desktop/openDialect.exe): WARNING **: The following assembly referenced from /home/lomdav/Desktop/openDialect.exe could not be loaded:
Assembly: System.Windows.Forms (assemblyref_index=0)
Version: 2.0.0.0
Public Key: b77a5c561934e089
......

in questo caso e' bastato installare la libreria winforms:

sudo apt-get install libmono-winforms2.0-cil

Il progetto essendo abbastanza giovane, non puo' certo competere con Flash CS3 su Window, ma e' comunque un buon punto di partenza (l'unico?).
Quello che fa grande un progetto e' sicuramente il numero di persone che Credono in quel progetto, e quindi sprono tutti i normali utenti a non snobbare un particolare programma soltanto perche' non implementa quella tal funzione o perche' va in crash o perche' non riesce ad installarlo, ma si deve contribuire alla crescita del programma. Come?
Il bello dell'Open Source e' proprio questo, se non sei programmatore e non hai idea di come contribuire per ampliare il codice, ci sono altri modi; il primo e' comunicare con gli ideatori e sviluppatori del progetto, facendo sentire che ci sei, comunicando eventuali bug o migliorie, creando una nuova icona, traducendo la documentazione oppure creando dei tutorial.
Morale: Non lamentatevi del fatto che non esista un programma che fa questo o quello ma contribuite a far crescere la comunita' con i mezzi a vostra disposizione.

Guida a Synfig: Focus point

In qualsiasi programma di disegno vettoriale (anche 3D), quando si seleziona un'oggetto, in genere si sposta o si ruota attorno al suo baricentro. In Synfig questo concetto non e' uniforme per tutti gli oggetti; facciamo alcuni esempi:
Il caso piu' semplice, e' quello di un cerchio, ed in questo caso il programma si comporta come ci aspetteremmo:
Per creare il cerchio si scieglie un centro e successivamente si imposta il raggio trascinando il mouse.
Quando si selezionera' quest'oggetto, lo si potra' spostare in relazione al su centro.






Nel caso di un rettangolo, le cose non vanno in modo convenzionale.
Infatti il rettangolo viene creato definendo i due vertici opposti. ok.
Pero' se proviamo a selezionare quest'oggetto, si notera' che non viene evidenziato un punto centrale, ma entranbi i vertici. A questo punto per spostare il nostro rettangolo siamo costretti a selezionare entrambi i vertici e poi effettuare le spostamento.
Altrimenti, un'altro metodo sarebbe quello di incapsulare il layer creato.


Nel caso di un poligono, il centro di quest'oggetto (focus point) e' impostato all'incrocio degli assi cartesiani (0,0). Questo valore si puo' modificare nelle preferenze, pero' non c'e' un metodo per muovere interattivamente il focus point di un'oggetto, e quindi si hanno due opzioni per rimediare a questo:
si selezionano tutti i vertici del poligono e poi si sposta in modo che il focus point, sia all'interno della figura, appure quando si crea il poligono si deve fare attenzione affinche' sia centrato il piu' possibile, in modo da evitare successive modifiche.

sabato 5 dicembre 2009

Guida a Synfig: Toolbox

Ho trovato su vari forum, utenti che hanno sentito parlare di un programma meraviglioso, con cui poter trasformare le proprie fantasie in stupende animazioni. Peccato che la documentazione (e i tutorial che si trovano in rete) sia in inglese e alquanto frammentata.
Questa quida non si prefigge certo l'obbiettivo di essere completa ed esaustiva come lo potrebbe essere una documentazione ufficiale, pero' ha il chiaro intento di avvicinare piu' utenti (in questo caso italiani), ad un software che all'apparenza sembra tanto ostico.

All'apertura di Synfig, lo schermo si presenta diviso in 4 finestre principali:
Toolbox sulla sinistra, Canvas al centro, Navigator a sinistra e Params in basso.








Cominciamo ad esaminare la Toolbox; e' divisa a sua volta in 3 moduli che si possono rendere indipendenti agendo sul marcatore a forma di freccia.



Il primo modulo contiene i menu, e delle icone per la gestione del progetto (creazione, lettura e salvataggio), le funzioni di Undo e Redo, l'accesso alle impostazioni del progetto, ed infine il logo di Synfig (che ci svela il numero di versione) e l'help (che ci rimanda al wiki sul sito ufficiale).





Il secondo modulo, contiene gli strumenti di disegno e manipolazione degli oggetti, nell'ordine:
Normal tool: E' lo strumento di selezione degli oggetti
Smooth tool: Permette di spostare una Duck (sono chiamate cosi' le maniglie, o punti di controllo)
Scale tool
Rotate tool
Mirror tool
Torneremo prossimamente a parlare di questi tool, dato che il loro utilizzo non e' dei piu' intuitivi.
Seguono dei classici strumenti di disegno quali cerchi, rettangoli, poligoni, curve di bezier, testo, riempimento, pick color, zooom, ed un'icona a forma di boccetta di inchiostro chiamata Draw tool. A differenza di tutti i tool che ho elencato e che sono tutti editabili (quindi modificabili tramite le famose Duck), lo strumento Scketch (a forma di matita) e che a prima vista potrebbe sembrare il principale strumento di disegno, altro non e' che un metodo per generare dei riferimenti (in grafica raster, quindi non modificabili) che non verranno renderizzati nel progetto finale.

L'ultimo modulo, contiene la selezione dei colori; Attenzione, perche' se siete abituati ad usare dei programmi di grafica raster (Gimp, Photoshop), la rappresentazione dei due quadrati sovrapposti ha un significato diverso.
Infatti il quadrato sopra indica il colore dei contorni (linee esterne, outline), mentre il quadrato sotto indica il colore di riempimento.
Per questo motivo, molti utenti cercano di fare un cerchio rosso, e invece hanno come risultato un cerchio bianco.
Spero che questa serie di articoli su Synfig sia utile a tutti quelli che si vogliano avvicinare a questo meraviglioso software.

mercoledì 2 dicembre 2009

Forzare il Fullscreen di un'applicazione

Alcune volte si puo' sentire l'esigenza di utilizzare un'applicazione in modalita' Fullscreen; questo comporta una maggior disponibilita' di spazio (verrano nascoste le barre del desktop, e i bordi della finestra) ed in generale si avra' una maggior concentrazione sul progetto che si sta creando (o fruendo).
Alcune applicazioni, mettono a disposizione la modalita' fullscreen (in genere) nel menu' view, oppure si puo' far partire l'applicazione con qualche opzione da riga di comando (come nel caso di Blender).
Nel caso in cui l'applicazione non lo permettesse, si puo' ugualmente forzare la finestra dell'applicazione ad utilizzare il fullscreen:





System-Preferences-keyboard shortcuts








Si accede ad una finestra dove si possono associare combinazioni di tasti ad una particolare azione.


Window Management

si trovera' l'azione 'Toggle fullscreen mode', a cui puo' essere associata qualsiasi combinazione di tasti (in questo caso Ctrl+f11)





Si dovra' riavviare la sessione, per rendere effettive le modifiche, cosi' da questo momento in avanti, premendo Ctrl+f11 si attivera' la modalita' fullscreen della finestra correntemente selezionata; per uscire dalla modalita' fullscreen si dovra' ripremere la stessa combinazione di tasti.

martedì 1 dicembre 2009

Florence bug (rendering zoom)

This post is dedicated at the Florence's developers. It show a bad rendering of the window of Florence:


video
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